Il grande salone nuziale era pieno di voci e mormorii. Tra pochi minuti sarebbe iniziata la cerimonia. Nell’aria si sentiva il profumo intenso dei fiori, il fruscio leggero dei vestiti e il tintinnio discreto dei bicchieri. Gli invitati, vestiti con i loro abiti più eleganti, chiacchieravano, scattavano foto e aspettavano con trepidazione il momento in cui gli sposi avrebbero pronunciato il tanto atteso “Sì”.
Lei stava accanto a lui, stringendogli la mano. Il suo abito, ampio e vaporoso, scendeva come una nuvola intorno alla sua figura, mentre il lungo velo sfiorava quasi il pavimento. Il sorriso della sposa irradiava felicità, ma nei suoi occhi si poteva cogliere una leggera ombra di inquietudine, visibile solo a chi sapeva guardare attentamente.
«Andrà tutto bene», sussurrò lo sposo, stringendole con dolcezza le dita.
Lei annuì appena. Ma proprio in quell’istante… accadde qualcosa. Qualcosa che le fece gelare il sangue nelle vene.
Qualcosa si mosse.
Non tra la folla. Non dietro di lei. Ma sotto il suo abito.
All’inizio fu appena percettibile: un lieve spostamento, come se qualcuno avesse sfiorato il tessuto dall’interno. La sposa trasalì, facendo istintivamente un passo indietro. Lo sposo se ne accorse subito.
«Che succede?» chiese, con un filo di preoccupazione nella voce.
Prima che lei potesse rispondere, il movimento si ripeté – questa volta più deciso. Il tessuto dell’abito tremò leggermente, abbastanza da farsi notare anche dagli invitati più vicini.
Il salone piombò nel silenzio.
Una delle damigelle si portò la mano alla bocca. Un’anziana zia si fece il segno della croce. Il volto dello sposo perse ogni traccia di colore, come se il sangue gli fosse scomparso all’istante.
Poi si udì un suono – un fruscio leggero, ma inconfondibile – provenire da sotto gli strati di tessuto.

Un brivido percorse la schiena della sposa. Si sentiva paralizzata, come se il tempo si fosse fermato.
«È… uno scherzo?» mormorò il testimone, guardandosi intorno con aria nervosa.
Ma nessuno rise. Tutti fissavano la parte bassa dell’abito.
E poi, all’improvviso, il tessuto si scosse con forza, come se qualcosa volesse uscire da lì dentro.
Un boato di stupore percorse la sala.
La sposa, tremante, fece un altro passo indietro. Lo sposo le mise istintivamente le mani sulle spalle, come per proteggerla.
«Togli il velo!» gridò qualcuno tra gli invitati.
Ma il velo non c’entrava. Tutti avevano gli occhi puntati verso il pavimento.
E fu allora che, davanti agli sguardi increduli di tutti, una piccola testolina sbucò da sotto l’orlo dell’abito.
Un gatto. Un vero gatto, morbido e soffice, con enormi occhi verdi.
Con calma, si liberò dal tessuto e si sedette al centro del corridoio rosso, come se fosse il protagonista indiscusso della cerimonia.
La sala esplose in risate e commenti. La tensione, che fino a un attimo prima aveva immobilizzato tutti, svanì in un attimo.
La sposa si coprì il volto con le mani, divisa tra sollievo e imbarazzo. Lo sposo rise nervosamente, stringendola a sé.
Si scoprì che il gatto apparteneva ai proprietari del ristorante. Era riuscito a intrufolarsi nello spogliatoio mentre la sposa si stava preparando, trovando rifugio tra le pieghe dell’abito senza che nessuno se ne accorgesse.
Quel giorno, i fotografi immortalarono decine di momenti che sarebbero diventati leggendari tra parenti e amici. E sebbene la cerimonia fosse stata interrotta da questo ospite imprevisto, tutti concordarono che proprio quell’episodio aveva reso il matrimonio indimenticabile.
Oggi, gli sposi scherzano dicendo che le loro promesse sono state ascoltate non solo da amici e familiari, ma anche da un nuovo, peloso portafortuna della loro vita insieme.