Poliziotto Nota una Bara in Mezzo alla Strada: Scende dall’Auto, Apre il Coperchio e Resta Paralizzato dall’Orrore

La notte era insolitamente silenziosa, come se la città avesse trattenuto il respiro. Solo qualche rara automobile squarciava il buio con i fari. Il sergente Marco Bianchi, un veterano della pattuglia, sapeva che proprio in queste ore silenziose accadono i fatti più strani. Ma nulla avrebbe potuto prepararlo a ciò che stava per vedere.

Il suo turno era iniziato senza incidenti: controlli di routine, alcune infrazioni minori, un paio di chiamate da residenti preoccupati. Poco prima di mezzanotte, però, nell’auricolare risuonò la voce gracchiante della centrale: era stato segnalato un oggetto sospetto alla periferia della città.

Girando in una strada deserta, Bianchi lo vide subito. Lì, illuminata dalla luce fredda dei lampioni, si trovava una massiccia bara di legno. Sembrava nuova: la vernice scura brillava e le maniglie di metallo riflettevano la luce in modo inquietante.

Il sergente fermò l’auto, accese i lampeggianti e sentì un brivido corrergli lungo la schiena. Nessun rumore, nessuna voce, solo il vento che spingeva qualche foglia secca lungo il marciapiede.

Scese lentamente, chiudendo la portiera con attenzione. La mano gli scivolò istintivamente sulla fondina. Ogni passo verso la bara rimbombava nel silenzio come un colpo sordo.

Quando fu abbastanza vicino, il cuore prese a battere più forte. Con cautela, afferrò il coperchio. Le cerniere scricchiolarono mentre lo sollevava, e in quell’istante l’aria sembrò farsi pesante.

Dentro c’era… una bambola. Ma non una qualsiasi: era a grandezza naturale, vestita con un vecchio abito da sposa. Il tessuto, un tempo bianco, era leggermente ingiallito. Il volto era inquietantemente realistico: palpebre chiuse, ciglia sottili… e il petto che si alzava e abbassava, come se respirasse.

Bianchi fece un passo indietro, richiudendo di scatto il coperchio. Un pensiero gelido lo attraversò: era uno scherzo malato… o qualcosa di molto peggio. Impugnò la radio e chiamò rinforzi.

Mentre aspettava, il silenzio divenne ancora più pesante. Un fruscio provenne dalla bara. Il coperchio si aprì lentamente da solo, e il volto della bambola si girò verso di lui. Gli occhi — vivi, freddi — si fissarono nei suoi.

Il sergente estrasse la pistola, ma un attimo dopo tutto tornò immobile. Quando arrivarono gli altri agenti, all’interno trovarono solo una figura inerte, con occhi di vetro. Eppure Bianchi non riuscì mai a dimenticare la sensazione di quegli occhi che si muovevano… osservandolo.

Da quella notte, evita sempre quella strada. La bara è ancora nel magazzino delle prove, legata a un caso senza nome e senza spiegazione. Ma a volte, nel cuore della notte, qualcuno giura di sentire un lieve bussare provenire dall’interno.

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