Questa mattina è iniziata come tutte le altre. La luce filtrava tra le tende, la cucina era silenziosa, e io mi sono alzata per preparare il caffè. Ma appena sono entrata nella stanza, mi sono bloccata.
Sul muro — proprio al confine tra la cucina e il soggiorno — c’era qualcosa di strano.
Una massa rosata, gelatinosa, fuoriusciva da una sottile fessura. Sembrava viva.
All’inizio ho pensato a muffa, a qualche residuo di materiali edili. Ma il colore, la consistenza… era qualcosa di inquietante.
Vivo in un appartamento in affitto, quindi ho subito chiamato il proprietario. È arrivato sorprendentemente in fretta. Troppo in fretta.
Il suo comportamento era strano
Ha guardato la massa rosata solo per un secondo, poi ha detto con voce calma, quasi forzata:
— «È solo vecchia schiuma di montaggio. Niente di grave.»
Ha indossato i guanti, ha preso un fazzoletto, ha rimosso una parte della sostanza e poi… ha cercato in tutti i modi di congedarsi. Nemmeno una domanda, nessuna spiegazione sul perché fosse apparsa proprio lì, all’improvviso.
Stava evitando il mio sguardo. Sembrava impaziente, nervoso.
Lì ho capito: mi stava nascondendo qualcosa.
Non potevo ignorare quella sensazione
Appena è uscito, ho chiuso la porta a chiave. L’appartamento era immerso in un silenzio quasi innaturale. Ma sotto quel silenzio… c’era un suono. Debole, ma chiaro.
Un fruscio. Dal muro.
Ho preso i guanti, un coltello da cucina e la torcia del telefono. Lentamente, ho rimosso parte della vernice e dell’intonaco attorno alla fessura. Pezzi di muro si staccavano come pelle secca. La massa rosa colava ancora. E poi… si è mossa.

L’odore della verità
Un odore leggero ma disgustoso ha iniziato a diffondersi.
Non era forte, ma penetrante. Un odore dolciastro, marcio.
Un odore di decomposizione.
La mia mano tremava mentre allargavo l’apertura. Ho illuminato con la torcia l’interno del muro. Dietro ai cavi elettrici, accanto ai tubi… c’era qualcosa. Qualcosa di organico. Umido. Pulsante.
E poi l’ho visto.
Un occhio.
Minuscolo. Offuscato. Ma c’era. Mi guardava.
Sono indietreggiata urlando. Il coltello è caduto. Sentivo il cuore battermi in gola. Volevo scappare, ma allo stesso tempo non riuscivo a distogliere lo sguardo da quella fessura.
Non era schiuma. Non era muffa. Era vivo
Non so spiegare cosa fosse. Non era un animale. Non era un parassita.
Era qualcosa. E si muoveva.
Reagiva alla luce. Al rumore. A me.
Ho preso il telefono con le mani che tremavano e ho chiamato la polizia. All’inizio non mi credevano: «Forse è un topo», dicevano. Ma dopo aver insistito, hanno mandato una pattuglia.
Dopo quaranta minuti, un agente ha bussato alla porta. Era scettico, quasi annoiato. Finché non ha guardato nel muro con la torcia.
Si è irrigidito. Ha fatto un passo indietro. E ha detto solo:
— «Dobbiamo chiamare rinforzi.»
La verità ha scioccato anche loro
Mi hanno chiesto di uscire immediatamente dall’appartamento. Ho dormito da un’amica. Il giorno dopo, mi hanno richiamata.
Nel muro, hanno trovato tessuto organico non identificato.
Non c’erano nidi. Non c’erano animali. Ma nemmeno materiali da costruzione.
Era qualcosa di… biologico. Ma inspiegabile.
Non hanno detto altro.
Il proprietario? Sparito
Non risponde più al telefono. L’ufficio è chiuso. Nessuno sa dove sia. I vicini parlano sottovoce. Una signora mi ha detto:
«Lui ha sempre avuto comportamenti strani. Ma nessuno ha mai pensato a… questo.»
C’è chi parla di esperimenti. Di creature nascoste. Di storie che non voglio neppure ascoltare.
Da allora, non riesco a dormire
Mi sveglio con l’immagine di quell’occhio.
Il fruscio nel muro. Il senso di terrore.
Non riesco più a fidarmi nemmeno delle pareti di una stanza.
Perché se dentro un muro c’era quello…
Chi mi dice che non ce ne siano altri?
Che non sia ovunque?
Un consiglio, da chi ha visto troppo:
Se mai noterai una sostanza strana uscire da una parete, non ignorarla.
E non fidarti mai di chi ti dice che “non è niente”.
Perché a volte, dietro l’intonaco, si nasconde qualcosa che non dovrebbe nemmeno esistere.