Sonya piangeva al suo matrimonio, sposando un ricco anziano per salvare la famiglia. Ma ciò che accadde la notte delle nozze la fece quasi svenire…

Il giorno del matrimonio, Sonya stava davanti a un vecchio specchio, nel suo abito bianco pesante che le sembrava estraneo, come se fosse stata vestita per una vita che non le apparteneva. Le mani tremavano mentre stringeva un bouquet di fiori di campo raccolti da Maria, la sua amica d’infanzia.
«Sei forte, Sonya. Non dimenticarlo mai», sussurrò Maria, abbracciandola alle spalle.
Sonya annuì, ma le lacrime scendevano già lungo le guance.

La cerimonia ebbe luogo in una piccola chiesa di campagna. L’odore di cera fusa e fiori appassiti riempiva l’aria. Michael, il suo sposo, indossava un elegante abito scuro. I capelli argentei brillavano alla luce tremolante delle candele, e il suo volto segnato dal tempo raccontava una vita lunga e piena di segreti. Quando il prete le chiese il consenso, la voce di Sonya tremò:
«Sì…» riuscì a dire a fatica.

Per gli invitati, il matrimonio sembrava un colpo di fortuna. Una ragazza giovane e bella che sposa un uomo facoltoso della città: per molti era una favola. Ma Sonya conosceva la verità. Suo padre aveva contratto debiti enormi, la casa di famiglia era sull’orlo della rovina, e quel matrimonio era l’unico modo per salvarli.

Mentre Michael infilava l’anello d’oro al suo dito, le lacrime non smettevano di scendere. Non era felicità, ma paura e disperazione.

Una nuova vita in una casa sconosciuta
Dopo la cerimonia, Michael la portò nella sua residenza in città: una villa antica con soffitti altissimi, pavimenti di marmo e lunghi corridoi decorati con ritratti di antenati che sembravano scrutarla con severità. I domestici si inchinarono con rispetto, ma Sonya si sentiva una straniera.

Michael le prese la mano con un gesto gentile:
«Devi solo abituarti, ragazza mia. Questa ora è casa tua», disse con voce calma.

Ma lei non riusciva a sentirsi padrona di nulla. Le sue scarpe di campagna e i suoi modi semplici stonavano con l’opulenza di quella casa silenziosa.

Il silenzio della notte
Quando calò la sera, Sonya, esausta, chiese di poter andare a riposare.
«Certo, vai a dormire», rispose Michael con un sorriso enigmatico.

Chiusa nella sua stanza, si lasciò cadere sul grande letto coperto da lenzuola di seta. Per la prima volta in quel giorno si permise di piangere in silenzio. Ma il sonno non arrivava. Il pensiero della famiglia rimasta al villaggio e del futuro incerto non le dava pace.

Il rumore dell’acqua
Fu allora che lo sentì: un rumore sommesso di acqua che scorreva, proveniente dal bagno alla fine del corridoio. All’inizio pensò che fosse solo un rubinetto lasciato aperto, ma il suono diventava sempre più insistente, quasi inquietante.

«E se fosse successo qualcosa a Michael?» pensò. Era un uomo anziano, e l’idea che potesse sentirsi male la fece alzare dal letto.

Il cuore batteva all’impazzata. Indossò una vestaglia leggera e, a piedi nudi, uscì nel corridoio immerso nell’oscurità. Solo una sottile lama di luce filtrava dalla porta del bagno. Si avvicinò, esitante, la mano già sulla maniglia.

Improvvisamente il rumore dell’acqua cessò. Il silenzio era pesante, quasi soffocante.

Ciò che vide
La porta si aprì all’improvviso. Michael era lì, davanti a lei. Ma Sonya stentò a riconoscerlo. I capelli bagnati gli aderivano alla fronte, il volto era arrossato, e nei suoi occhi brillava qualcosa di inquietante.

Ciò che la terrorizzò, però, non fu il suo sguardo, ma la piccola scatola di legno che teneva in mano. Dalla scatola gocciolava acqua, come se fosse stata immersa. Sulle sue braccia c’erano segni di graffi profondi, come ferite fresche.

Sonya fece un passo indietro, quasi senza fiato.
«Che… cos’è?» balbettò, indicando la scatola.

Michael non rispose subito. I suoi occhi si fecero scuri, e con voce calma disse:
«Non devi aver paura di me. Domani saprai tutto.»

Queste parole, anziché rassicurarla, la fecero rabbrividire. Le gambe le cedettero, e lui la afferrò per il braccio con la sua mano fredda e umida.

Segreti taciuti
Quella notte Sonya non dormì. Attraverso le pareti sentiva i suoi passi, il rumore di porte che si aprivano e chiudevano, e qualcosa di metallico che strisciava sul pavimento. Mille domande le tormentavano la mente: chi era veramente quest’uomo? Cosa conteneva quella scatola?

Capì una cosa sola: il prezzo pagato per salvare la sua famiglia poteva rivelarsi terribilmente alto.

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