A prima vista sembra una foto normale… Ma guarda meglio: quello che ti GUARDA ti farà gelare il sangue nelle vene

Tutto è cominciato con un semplice viaggio nel fine settimana.

Giulia e Marco, una giovane coppia di Roma appassionata di fotografia urbana, avevano deciso di esplorare edifici abbandonati alla ricerca di qualcosa di “diverso”. Il loro obiettivo? Trovare il luogo perfetto per una serie di scatti dark e misteriosi. Così, spulciando vecchi blog e forum dimenticati, scoprirono la Villa Ravelli, un’antica dimora dispersa tra i boschi dell’Umbria.

La villa, costruita nel 1892, era stata abbandonata dopo la misteriosa scomparsa dell’intera famiglia Ravelli nel 1931. Nessun corpo. Nessuna spiegazione. Solo silenzio. Gli abitanti del villaggio vicino ancora oggi evitano di avvicinarsi. Ma per Giulia e Marco, era solo una leggenda. Un posto perfetto per fare “qualcosa di virale”.

Arrivarono all’alba. La villa era fatiscente, avvolta da una fitta nebbia. Vetri rotti, porte divelte, scale che scricchiolavano sotto ogni passo. Giulia posava vicino a un enorme specchio incrinato, sotto un lampadario pendente, davanti a finestre coperte di muffa. Marco scattava decine di foto. Era tutto perfetto.

Ma poi… tornarono a casa.

Fu davanti al computer che iniziò l’incubo. Nella quinta foto, scattata al secondo piano, Marco vide qualcosa.

Dietro Giulia, riflesso nel vetro annerito di una finestra, c’era un volto. Non il suo. Non quello di Giulia. Un volto che non c’era quando scattò.

Era pallido, gli occhi scavati, la pelle quasi trasparente. Non guardava Giulia. Guardava la fotocamera. Guardava lui.

Marco zoomò. Pensava fosse un riflesso, un’illusione. Ma più ingrandiva, più i dettagli diventavano chiari: un’espressione vuota. Labbra leggermente socchiuse. Il volto di qualcosa che non apparteneva a questo mondo.

Controllò i metadati. File originale, nessuna modifica. Provò ad analizzarlo con software professionali: zero alterazioni. Era autentica.

Poi cominciarono i suoni.

Di notte, Marco sentiva passi nel corridoio. Luci che si accendevano da sole. Giulia si svegliava tremando, dicendo di aver sentito qualcuno sussurrarle nell’orecchio. Una volta lo vide — quello del volto — in fondo al letto. Alto. Immobile.

Marco, invece di spaventarsi, diventò ossessionato. “Questa è una scoperta. Una prova. Nessuno mi crederà se non la pubblico.” Così caricò la foto su un forum di fotografia paranormale. Non firmata. Nessun dettaglio.

I commenti arrivarono immediatamente:

“È uno scherzo, vero?”

“Sento qualcosa di sbagliato in questa immagine.”

“Non riesco a smettere di guardarla. Ho freddo…”

Poi uno scrisse:

“Se guardi negli occhi… ti guarda indietro.”

Marco rise. Ma non per molto.

Meno di due settimane dopo, morì nel sonno. Arresto cardiaco. 28 anni. Nessuna malattia. Nessun segno di allarme.

Giulia, distrutta, cancellò tutto. Bruciò la fotocamera, il PC, perfino le memorie SD. Ma… era troppo tardi.

Un utente aveva salvato la foto. Ora gira online. Ogni tanto ricompare in gruppi ristretti, su forum oscuri, tra post cancellati e account chiusi. Alcuni dicono che la foto cambia, se la guardi al buio. Che il volto si muove. Sorride. Si avvicina.

Altri giurano che non rimane nella foto.

Che una volta vista… ti segue.

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