In un’epoca in cui tutti i volti sembrano uguali, levigati da filtri, bisturi digitali e simmetrie perfette, appare lei. Un volto che sembra uscito da un’antica leggenda slava. Zigomi pronunciati, tratti spigolosi, occhi che sembrano portare un’eco dimenticata. È inquietante, magnetica, ipnotica.
Ma no, non è un personaggio creato al computer.
È reale. Ed è ucraina.
Si chiama Anastasiia Pokrovska, ha 29 anni, è nata a Poltava e vive a Kyiv. Non è un’influencer, non è un’attrice, non è una modella professionista. Eppure, è diventata una figura virale. Tutto è iniziato da un semplice video su TikTok. Ora, tutto il web parla di lei.
«Non pensavo che il mio viso potesse suscitare tanto clamore»
Una sua amica pubblica un video: 5 secondi di clip con la frase “Filtro o realtà?”
Nel giro di 24 ore, il video supera i due milioni di visualizzazioni.
I commenti si dividono:
“Sembra una strega delle fiabe slave.”
“È spaventosa e affascinante allo stesso tempo.”
“Non riesco a smettere di guardarla, anche se mi mette a disagio.”
Poi iniziano le teorie. “Sicuramente chirurgia estetica.” “Deve avere protesi.” “Questo viso è troppo strano per essere naturale.”
Ma c’è un problema: nessuno trova prove.
Internet indaga. Ma la verità spiazza tutti.
Anastasiia pubblica delle foto di quando aveva 15 anni.
Il viso è lo stesso. Gli zigomi sono lì. La mandibola spigolosa. Gli occhi intensi. Solo i capelli erano più chiari e non c’era trucco. Nient’altro.
Il risultato? Una seconda ondata virale.
Ma stavolta — con ammirazione.
«In un mondo che vuole che tutti si somiglino, io sono solo… strana»
Durante un’intervista a una trasmissione ucraina, il conduttore le chiede:

«Vuoi essere considerata bella?»
Lei sorride appena e risponde:
«Non voglio essere invisibile. Che mi guardino. Che mi temano. Che mi copino. Basta che non mi ignorino.»
Questa frase è diventata virale. È stata trasformata in meme, tatuaggi, grafiche, perfino su t-shirt.
Ora Anastasiia è definita «la musa post-umana», «la fata slava», «il volto della bellezza distorta».
Artisti la disegnano. Stilisti la vogliono. Fotografi la cercano.
Ma lei? Lei resta in silenzio per giorni.
E poi posta una sola frase:
“Essere vista è più potente che essere amata.”
Perché ci ossessiona tanto?
Secondo alcuni psicologi, il suo volto rompe gli schemi cognitivi.
Non è perfetto, ma nemmeno brutto. È un viso che confonde il cervello. Ha elementi che ricordano le icone ortodosse, le creature mitologiche, le dee dimenticate.
Non è sexy. Non è dolce. È… qualcos’altro.
E proprio per questo, non riusciamo a distogliere lo sguardo.
Il mondo della moda l’ha notata. Ma lei rifiuta.
Le hanno scritto agenzie francesi, marchi coreani, registi indipendenti.
Un brand berlinese le ha offerto una campagna intera basata sulla sua immagine.
Netflix, si dice, le avrebbe fatto un provino per una serie dark ispirata alla mitologia slava.
Ma Anastasiia risponde sempre allo stesso modo:
“Non voglio diventare un prodotto. Sono già abbastanza osservata.”
Eppure, le offerte continuano ad arrivare.
E la sua fama cresce.
Chi è davvero Anastasiia Pokrovska?
Non è influencer. Non è attrice. Non vende nulla.
Ma ogni suo selfie scatena discussioni, meme, critiche, ammirazione.
Perché non si può classificare.
È inquietante. È iconica. È naturale. È irreale.
È qualcosa che sfugge alle categorie.
E per questo, è diventata simbolo di una generazione stanca della perfezione.
Forse il segreto non è piacere. È restare impressi.
E lei lo è.
Non per quello che dice.
Non per quello che vende.
Ma per ciò che evoca.
Un volto che non si dimentica.
Un volto che non si può replicare.
Un volto che ha riaperto il dialogo tra bellezza e paura, tra mito e realtà.
E il mondo — non riesce a smettere di guardarla.