«Pianse al suo matrimonio: il segreto che Anna scoprì nella sua prima notte da sposa»

Anna stava davanti allo specchio, avvolta nel suo abito bianco. Il bouquet di fiori di campo tremava tra le sue mani, e il cuore le batteva così forte che sembrava rimbombare in tutta la stanza. Le lacrime le scendevano sulle guance, eppure nessuno tra gli invitati poteva immaginare la verità. Ai loro occhi era una sposa radiosa. Ma Anna sapeva: quelle non erano lacrime di gioia.

La sua famiglia era sull’orlo della rovina. Un padre malato, debiti senza fine, la miseria che bussava alla porta. Non c’era scelta: sacrificarsi era l’unico modo per salvarli. Viktor, un uomo ricco e molto più anziano, con i capelli ormai grigi, le aveva offerto la via d’uscita. Non era amore, era un accordo. E il suo «sì» l’avrebbe legata per sempre a un destino che non desiderava.

Un matrimonio senza felicità

Nella chiesa del villaggio le candele brillavano e la luce metteva in risalto i tratti stanchi di Viktor. I capelli argentei lo facevano sembrare ancora più vecchio. Quando Anna mormorò il suo «sì», la voce le tremava: ogni parola era come uno strappo al cuore. Lui le infilò l’anello d’oro al dito e sorrise, cieco davanti a quelle lacrime che non erano di felicità, ma di dolore.

Gli invitati applaudirono, convinti di assistere a un momento commovente. Ma la realtà era un’altra: quel matrimonio era una transazione, un disperato tentativo di salvare la sua famiglia.

Dopo la cerimonia, Viktor la portò nella sua villa in città: soffitti altissimi, pavimenti di marmo, corridoi infiniti, servi che si inchinavano al suo passaggio. A molti sarebbe sembrato un sogno. Ad Anna, invece, quella casa pareva una gabbia dorata.

La prima notte

Quando calò la sera, Viktor la accompagnò in una delle camere della villa. Disse soltanto:
— Abituati. Questa sarà la tua vita.

Anna chiuse la porta dietro di sé e si lasciò cadere sul letto. Gli occhi bruciavano di lacrime, ma il sonno non arrivava. I pensieri correvano a sua sorella Elena, che l’aveva stretta forte all’altare. Aveva sacrificato se stessa per senso del dovere, ma dentro di lei cresceva un timore: il prezzo sarebbe stato troppo alto.

Poi, d’improvviso, il silenzio fu rotto. Un rumore di acqua. Prima lieve, poi sempre più insistente, come un ruscello che scorreva tra le pareti. Anna si irrigidì. Viktor era in bagno da troppo tempo.

La paura

Il cuore le accelerò. E se si fosse sentito male? Non era giovane, il suo corpo poteva tradirlo. Radunando coraggio, indossò una vestaglia e, a piedi nudi, attraversò il corridoio immerso nel buio. Sotto la porta del bagno filtrava una sottile lama di luce.

Si fermò. La mano sospesa sulla maniglia. Forse ha bisogno di aiuto… pensò. Ma dentro di sé cresceva un brivido, un presagio oscuro.

Decise di aprire.

E quello che vide le fece quasi perdere i sensi.

Viktor era in piedi davanti allo specchio. Ma non era l’uomo stanco e lento che aveva visto poche ore prima. Il suo sguardo era tagliente, duro, gli occhi freddi come pietra. Sul volto una smorfia inquietante. In mano stringeva un piccolo oggetto metallico che brillava sotto la luce.

L’acqua continuava a scorrere, ma Anna non riusciva a distogliere lo sguardo da lui. Nei suoi occhi non c’era traccia di dolcezza, solo un’ombra minacciosa.

La rivelazione

Viktor si voltò lentamente verso di lei.
— Devi capire, Anna, disse con voce bassa e ferma. In questa casa ci sono delle regole. Se le infrangerai… te ne pentirai.

Un gelo le percorse la schiena. Tutto ciò che aveva temuto si stava materializzando. Non era un matrimonio di salvezza: era l’inizio di un incubo.

Anna comprese allora che la sua vita non sarebbe mai più stata la stessa. Quel matrimonio non era una fine, ma l’inizio di un destino oscuro.

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