“Quando la verità venne a galla, a Stepanovna cedettero le gambe: ciò che vide nell’appartamento del figlio le sconvolse la vita…”

Fëdorova Stepanovna aveva sempre pensato che il destino l’avesse messa alla prova più duramente degli altri. Suo marito l’aveva abbandonata quando il figlio aveva appena cinque anni, scegliendo una donna ricca e una vita comoda al posto della sua famiglia. Da quel giorno, la sua unica missione era diventata crescere Ivan come un uomo degno, completamente diverso dal padre. Credeva che il lavoro onesto, la sincerità e il vero amore potessero proteggerlo dalle tentazioni.

Quando Ivan portò per la prima volta a casa Alekseevna, Stepanovna tirò un sospiro di sollievo. La ragazza era esattamente quella che aveva sempre sognato per lui: sincera, gentile, senza traccia di arroganza. Le nozze furono modeste, ma piene di gioia autentica. Per un attimo, Stepanovna credette che la vita le stesse finalmente sorridendo: suo figlio appariva più serio, responsabile, trasformato dall’amore.

Ma la felicità durò poco. Una malattia improvvisa colpì Alekseevna, privandola delle forze giorno dopo giorno. All’inizio Ivan le stava vicino, ma presto cominciò a irritarsi. Passava sempre meno tempo in casa, si scaldava per ogni minima cosa e, un giorno, sparì del tutto. Il telefono era staccato, i vestiti tolti dall’armadio, ogni traccia di lui svanita.

Stepanovna era distrutta, ma non poteva abbandonare la giovane donna. Alekseevna, ormai incapace di muoversi, aveva bisogno di qualcuno accanto. Così l’anziana donna divenne la sua unica speranza: la nutriva con il cucchiaio, le cambiava le lenzuola, le abbassava la febbre, passava notti intere vegliandola.

I medici scuotevano la testa: la strada verso la guarigione sarebbe stata lunga e dolorosa. Ma proprio in quei mesi oscuri Stepanovna capì una verità: amava quella nuora come una figlia. Il tradimento di suo figlio le bruciava il cuore, ma la devozione verso la giovane le dava la forza di continuare.

Pian piano, Alekseevna cominciò a riprendersi. Prima riuscì ad alzarsi, poi a camminare. Il giorno in cui sorrise, stringendo tra le mani una tazza di tè che la suocera le aveva portato, Stepanovna sentì che la speranza tornava a vivere in casa loro.

Ma arrivò il giorno che distrusse ogni illusione.

Tornando dal mercato con una borsa di spesa, Stepanovna infilò la chiave nella serratura. La porta era chiusa dall’interno. Il cuore le balzò in gola: “Può essere? È tornato Ivan?” Spinse con più forza e la porta si aprì.

Quello che vide le fece cedere le gambe.

Ivan era lì. Ma non era solo. Accanto a lui sedeva una giovane donna, truccata in modo vistoso, circondata da buste di acquisti costosi. Ridevano, bevevano vino. Sul divano giacevano alla rinfusa i vecchi vestiti di lui, quelli che aveva lasciato quando era sparito.

Stepanovna rimase immobile. Tutti i suoi anni di sacrifici, notti insonni e speranze si frantumarono in quell’istante. Ivan non si alzò nemmeno per salutarla. Le disse freddamente:
— Ho deciso di rifarmi una vita. Alekseevna non è più un mio problema. Presto avrò una nuova famiglia.

Quelle parole furono come una lama che le trapassava il cuore.

Stepanovna fissò la sconosciuta che occupava ora il posto accanto a suo figlio. Sentì dentro di sé un vuoto immenso. Poi, con voce tremante, sussurrò:
— Tu non sei più mio figlio.

Da quel giorno scelse la sua strada. Rimase accanto ad Alekseevna, aiutandola a guarire, amandola come la figlia che il destino le aveva donato.

E Ivan? Scomparve del tutto. Anni dopo, Stepanovna seppe che quella donna lo aveva abbandonato con la stessa facilità con cui lui aveva lasciato sua moglie.

Ma ormai non importava più. Perché accanto a lei era rimasta la sua vera famiglia — colei che non l’aveva mai tradita, quella che un tempo chiamava soltanto “nuora”.

Добавить комментарий

Ваш адрес email не будет опубликован. Обязательные поля помечены *