NON HA NEANCHE FATTO IN TEMPO A PRENDERE IL TESSERINO… Un controllo di routine si trasforma in incubo sotto gli occhi dei testimoni

L’asfalto bolliva sotto il sole implacabile, e l’orizzonte sembrava sciogliersi nell’aria tremolante. Era una giornata qualunque, una pattuglia come tante. Nulla faceva presagire che, da lì a pochi secondi, il silenzio sarebbe stato spezzato in modo irreversibile.

L’agente Levchenko, un poliziotto esperto e rispettato per la sua calma, stava monitorando un tratto di autostrada appena fuori città. Notò un’auto che superava vistosamente il limite di velocità. Con un semplice gesto della mano, fece cenno al conducente di accostare. Il veicolo si fermò. Tutto si stava svolgendo secondo la prassi.

L’agente si avvicinò al finestrino e disse: “Patente e libretto, per favore.” Ma non ebbe il tempo nemmeno di finire la frase.

In una frazione di secondo, tutto cambiò. Come raccontano i testimoni: “È stato più veloce di un lampo, più forte di un’esplosione.” Un’altra macchina, lanciata a 172 km/h, sbucò all’improvviso dalla corsia opposta, completamente fuori controllo. Attraversò la carreggiata come un proiettile e investì l’agente in pieno.

L’urto fu devastante. Levchenko venne sbalzato in aria per diversi metri. Il giubbotto antiproiettile strappato, la radio in frantumi. Il conducente dell’auto fermata restò immobile, scioccato da quanto accaduto davanti ai suoi occhi.

“Non ho visto nulla arrivare,” ha raccontato l’uomo. “L’agente mi aveva appena chiesto i documenti… e poi il caos. Tutto in un attimo.”

L’auto investitrice era guidata da un giovane di 26 anni, ubriaco, senza patente, che stava tentando di sorpassare un camion a velocità folle. Nessuna frenata, nessuna esitazione. Solo distruzione.

I soccorritori arrivarono rapidamente. L’agente Levchenko era incosciente, con gravi ferite multiple, emorragie interne e un forte trauma cranico. È stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove i medici hanno lottato tutta la notte per tenerlo in vita.

La notizia ha scosso il paese. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato una nota esprimendo solidarietà all’agente e alla sua famiglia. I colleghi lo hanno descritto come “una roccia, un protettore, un servitore dello Stato fino all’ultimo respiro”.

Ma le domande si sono moltiplicate: com’è possibile che nel 2025 un individuo senza patente, visibilmente ubriaco, riesca ancora a guidare indisturbato su una strada ad alto traffico?

Sui social, l’indignazione è esplosa. “Se può succedere a un poliziotto, può succedere a chiunque,” ha scritto un utente. “Oggi è un agente. Domani potrebbe essere mio figlio sulle strisce pedonali,” ha commentato un altro.

Ancora più inquietanti le immagini delle telecamere: nessun segno di frenata, nessun tentativo di evitare l’impatto. Solo velocità cieca, irresponsabilità pura.

L’agente Levchenko è sopravvissuto alla notte. Ha subito più interventi chirurgici e ora si trova in terapia intensiva, in condizioni critiche ma stabili. Accanto a lui, la moglie e due figli piccoli che chiedono quando tornerà a casa.

Fuori da quella stanza sterile, resta una domanda pesante come piombo: quante vite dovranno ancora essere distrutte prima che qualcosa cambi davvero?

Ogni giorno, sulle nostre strade, incrociamo persone come quel guidatore. Persone che ignorano le regole, che mettono a rischio tutto e tutti. Basta un secondo — uno solo — per trasformare un momento ordinario in una tragedia nazionale.

Questo non è stato un semplice incidente. È stato un avvertimento. E se lo ignoriamo, il prossimo nome sul giornale potrebbe essere familiare a ciascuno di noi.

Un secondo. È tutto ciò che serve. Un secondo — per cambiare tutto.

Спросить ChatGPT

Добавить комментарий

Ваш адрес email не будет опубликован. Обязательные поля помечены *