Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata nella natura si è trasformata in un incubo ad occhi aperti. Una giovane donna si è ritrovata faccia a faccia con uno degli animali più pericolosi del continente… ed è sopravvissuta per miracolo.
Laura Hartman, 29 anni, istruttrice di yoga e appassionata escursionista solitaria, aveva deciso di affrontare un sentiero nel cuore della natura selvaggia del Montana. Aveva già esplorato quella zona molte volte: Grange Creek, con i suoi pini maestosi e i ruscelli limpidi, era uno dei suoi luoghi preferiti per ritrovare la pace interiore. Ma quella volta la natura non aveva alcuna intenzione di offrirle pace.
Tutto è iniziato con un dettaglio inquietante: enormi impronte fresche sul terreno, artigli marcati, terra smossa. Laura le ha notate, si è fermata un attimo, ma ha deciso di continuare. Non era la prima volta che vedeva segni di animali selvatici. Si è detta che l’orso doveva essere passato ore fa.
Un errore che avrebbe potuto costarle la vita.
Un’ora dopo, il silenzio nel bosco era assordante. Nessun canto di uccelli. Nessun fruscio. Solo il rumore secco di un ramo spezzato. Laura si è voltata.
E lo ha visto.
Un orso grizzly immenso, dal pelo scuro e lo sguardo gelido, era lì, a pochi metri da lei. Non mostrava paura. Si muoveva con calma, ma con decisione. Non era un incontro casuale. L’orso l’aveva seguita.
Senza pensarci, Laura ha cominciato a correre.
Saltava tra i cespugli, evitava rocce e tronchi caduti, con il cuore che martellava. Ma l’orso non mollava. Non correva, ma avanzava. Deciso. Silenzioso. Inesorabile.

E allora lo ha visto: un grande albero, una vecchia conifera con rami bassi. L’unica possibilità di salvezza.
Si è arrampicata con tutte le sue forze, graffiandosi le mani, strappandosi i pantaloni. Riusciva a sentire il respiro pesante dell’orso sotto di lei. Quando ha raggiunto uno dei rami più alti, si è fermata, tremando.
Ma l’incubo non era finito.
L’orso si è alzato sulle zampe posteriori. Ha annusato il tronco. Ha ruggito. E poi… ha cominciato a salire.
Sì, i grizzly possono arrampicarsi. Non è frequente, ma può succedere. E questo stava salendo. Un passo alla volta, sempre più vicino. I rami scricchiolavano sotto il suo peso. Laura era intrappolata, troppo in alto per scendere, troppo esposta per restare.
Ha urlato. Un urlo disperato, carico di puro terrore.
E poi… due colpi d’arma da fuoco hanno squarciato il silenzio.
L’orso si è bloccato.
Pochi secondi dopo, ha iniziato a scendere. Era spaventato. Dal bosco è emerso un uomo in divisa — il ranger Jim Barton. Era di pattuglia su un quad quando ha sentito il grido. Ha sparato in aria per allontanare l’orso, ed è riuscito a salvarla.
Il grizzly è fuggito nel folto della foresta.
Laura è scesa lentamente, sanguinante, sconvolta… ma viva.
La sua storia ha fatto il giro dei giornali locali, poi dei telegiornali. Una giovane donna sola in mezzo al nulla, bloccata su un albero con un orso grizzly che la insegue. Una scena che sembra uscita da un film. Ma era tutto vero.
Ora Laura non fa più escursioni da sola. Tiene conferenze sulla sicurezza nei parchi naturali. E ogni volta che qualcuno le dice: “Ma i grizzly hanno paura dell’uomo”, lei sorride amaramente.
Perché sa bene che, nella natura selvaggia, non sempre è così. Quando ti trovi su un albero, con un orso che sale verso di te, tutto cambia. E non lo dimentichi mai più.